È scattata la rincorsa a chi oggi si stupisce di fronte ai casi di malati abbandonati, legati sulle barelle ammassate nei corridoi. Tanto stupore dovrebbe fare i conti con una situazione di crisi della sanità pubblica che non nasce oggi e chi si stupisce tradisce il fatto di non aver mai fatto ricorso a una struttura pubblica.
Troppo semplice trovare giustificazioni parlando di malasanità: i tagli, la lottizzazione, gli sprechi e una politica troppo attenta a favorire la sanità privata hanno creato quello che oggi riempie i titoli dei giornali e le dichiarazioni di sdegno.
Bisogna ripartire da qui, dalle cose vere, per restituire credibilità all’Italia, non solo per lo spread. Perché un Paese non può solo discutere nei talk show di procreazione assistita, interruzione di gravidanza ed eutanasia, per creare polemiche ad arte, e dimenticarsi i malati sulle lettighe.



