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		<title>Più di Bossi che piange, colpisce la perfidia di chi lo ha raccontato</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 00:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;inviato di Repubblica descrive come &#8220;incrinata&#8221; la voce del triumviro leghista che vuota il sacco sulle condizioni disperate di Bossi. &#8220;Piange, è distrutto, pensa al ritiro&#8221;. E poi ancora &#8220;in venticinque anni l&#8217;Umberto non è mai stato così giù. E&#8217; finito nell&#8217;angolo, ha intorno terra bruciata e, fuor di retorica, stavolta non so se e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inviato di Repubblica descrive come &#8220;incrinata&#8221; la voce del triumviro leghista che vuota il sacco sulle condizioni disperate di Bossi. &#8220;Piange, è distrutto, pensa al ritiro&#8221;. E poi ancora &#8220;in venticinque anni l&#8217;Umberto non è mai stato così giù. E&#8217; finito nell&#8217;angolo, ha intorno terra bruciata e, fuor di retorica, stavolta non so se e come riuscirà a reagire&#8221;.<span id="more-20863"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20865" title="bossi400" src="http://www.themonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/bossi400.jpg" alt="" width="400" height="90" /></p>
<p>Ebbene, se Bossi è in queste condizioni è chiaramente solo colpa sua, ma altrettanto evidente è che il triumviro addolorato che descrive Bossi in questo modo è tra quanti lo hanno già abbandonato.<br />
Stretto com&#8217;è dallo scandalo e dalle indagini, la prospettiva politica di Bossi è di per sé, e anche giustamente, molto ristretta. E&#8217; davvero complicato che possa trovare una strada diversa dal ritiro &#8220;con disonore&#8221;, ma il tradimento del famiglio che descrive piangente e disperato il vicario in terra del Dio Po compie un atto politicmente rilevante, attraverso il più subdolo dei meccanismi, ovvero quello dello sputtanamento.<br />
Un importante politico campano, di cui non serve fare il nome, ebbe a dire che per distruggere un uomo di potere si tentano in genere tre strade. Si dice prima che ruba e poi che ha le corna, e se questo non dovesse bastare si diffonde la notizia, vera o falsa che sia non importa, che ha un tumore. Allo stesso modo, per distruggere Bossi bisogna dire che piange.</p>
<p>(<a href="http://vitaillustrata.blogspot.it/2012/04/bossi-si-dimette-ma.html" target="_blank">fonte</a> illustrazione)</p>
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		<title>La tassa sul cane? Vampirismo come quello delle zecche</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 16:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più un basso. Starebbe per approdare alla Camera un disegno di legge che prevede l&#8217;introduzione di una tassa per il possesso di cani e gatti. I soldi che si ricaverebbero dovrebbero essere impiegati per la &#8220;lotta al randagismo&#8221;. Davvero nulla di più assurdo. Il Governo, per di più, avrebbe anche espresso preliminarmente un parere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-20847" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Schermata 2012-05-18 a 18.05.39" src="http://www.themonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/Schermata-2012-05-18-a-18.05.39.png" alt="" width="185" height="269" />Sempre più un basso. Starebbe per approdare alla Camera un disegno di legge che prevede l&#8217;introduzione di una tassa per il possesso di cani e gatti. I soldi che si ricaverebbero dovrebbero essere impiegati per la &#8220;lotta al randagismo&#8221;. Davvero nulla di più assurdo.<br />
Il Governo, per di più, avrebbe anche espresso preliminarmente un parere positivo &#8221; di massima&#8221;, tanto per sottolineare che non sanno cosa stanno facendo. Tassare i proprietari di cani e gatti equivale grossomodo ad aumentare le tasse per evitare l&#8217;evasione fiscale, che poi è qualcosa che questo governo in qualche modo sta già facendo, con evidenti risultati.<br />
Già l&#8217;idea che si dà del fenomeno del randagismo è assolutamente sballata. La famosa &#8220;lotta&#8221; che i proprietari di cani e gatti dovrebbero finanziare con le loro tasse infatti non ha senso se si prescinde dalle sue cause, che sono evidentemente culturali. Bisognerebbe operare perché la cultura del rispetto degli animali possa radicarsi nei cittadini di un Paese che pretende di difenirsi &#8220;civile&#8221;. Ma questo governo vuole tassare una categoria già popolata da molti infami che abbandonano i loro animali, e a questo punto avrebbero un motivo, abietto, in più per farlo.<br />
Inasprire le pene per questi cretini, quello sì sarebbe importante. Ma l&#8217;iniziativa ha il solo scopo di fare cassa e quindi ipotesi del genere non saranno prese in considerazione. L&#8217;unico barlume di lucidità s&#8217;intravede nell&#8217;emendamento presentato dall&#8217;Italia del valori,  e che prevederebbe l&#8217;esenzione dal balzello per coloro che adottano animali abbandonati. Ma anche questa è follia perché senza un reale controllo dell&#8217;evasione fiscale sarebbe impossibile verificare la genuinità delle adozioni. Improvvisamente, scommettiamo, fiorirebbe il mercato delle finte adozioni dei Chihuahua e dei Cavalier King miracolosamente trovati nei parchi.<br />
Viene poi tradito il senso stesso del tributo, che dovrebbe essere nella corrispondenza di un servizio. Ebbene, ammesso che lalotta al randagismo posta in questi termini avesse un senso, il servizio sarebbe a vantaggio dell&#8217;intera comunità dei cittadini e non solo di coloro che hanno un animale da compagnia e non si capisce perché solo questi dovrebbero pagarlo. Se a chi un Chihuahua (la meraviglia in foto) si chiede un balzello, allora già che sta arrivando l&#8217;estate si disinfestino i parchi pubblici da zanzare e flebotomi prima di chieder soldi a casaccio.  Questo non è governare ma vampirismo, come quello delle zecche.<br />
Se la proposta dovesse avere seguito, promuoveremo una campagna per la diffusione del collare antitecnici.</p>
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		<title>La modella è in vetrina e gli automobilisti sbanano e si tamponano</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 14:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Hollywood un negozio di ottica ha pensato di mettere una modella in vetrina per attirare attenzione. Il risultato è andato un po&#8217; oltre le aspetattive perché tra gli automobilisti si distraggono passando e ci sono verificati diversi tamponamenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-20840 alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Schermata 2012-05-18 a 16.46.00" src="http://www.themonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/Schermata-2012-05-18-a-16.46.00-300x287.png" alt="" width="300" height="287" />A Hollywood un negozio di ottica ha pensato di mettere una modella in vetrina per attirare attenzione. Il risultato è andato un po&#8217; oltre le aspetattive perché tra gli automobilisti si distraggono passando e ci sono verificati diversi tamponamenti.</p>
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		<title>Ventiquattro anni dopo Tortora, l&#8217;Italia è tutta un Portobello</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 14:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristoforozervos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi cade l&#8217;anniversario della morte di Enzo Tortora, noto conduttore e autore televisivo degli anni &#8217;80. Si ricorda, tra tutti, il programma Portobello, un mercatino delle pulci televisivo di grande successo. Tortora finì  improvvisamente nel bel mezzo di una indagine giudiziaria causa le dichiarazioni, poi rivelatesi infondate, di un gruppo di pentiti. Quando Enzo Tortora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi cade l&#8217;anniversario della morte di Enzo Tortora, noto conduttore e autore televisivo degli anni &#8217;80. Si ricorda, tra tutti, il programma Portobello, un mercatino delle pulci televisivo di grande successo. Tortora finì  improvvisamente nel bel mezzo di una indagine giudiziaria causa le dichiarazioni, poi rivelatesi infondate, di un gruppo di pentiti. Quando Enzo Tortora venne arrestato,  l&#8217;accusa fu di associazione per delinquere di stampo camorristico .</p>
<p>Le accuse, debolissime, si basarono sulle deposizioni di alcuni pregiudicati (Giovanni Pandico, Giovanni Melluso e Pasquale Barra) a causa di una agendina trovata nell’abitazione di un camorrista ove sembrava fosse scritto il nome “Tortora” con a fianco un numero telefonico. Solo perizie successive appurarono che il nome non era quello del presentatore  e che il numero telefonico non poteva essergli attribuito. A queste accuse si aggiunsero poi quelle del pittore Giuseppe Margutti e di sua moglie Rosalba Castellini, i quali dichiareranno di aver visto Tortora spacciare droga negli studi di un canale televisivo. Fu un caso mediatico senza precedenti nel paese. Il &#8221; Caso Tortora&#8221; teneva banco fra i media e l&#8217;opinione pubblica, e di fatto spaccò il paese  fra innocentisti e colpevolisti.</p>
<p>Il presentatore scontò sette mesi di carcere e successivamente, nel giugno del 1984,  venne eletto deputato al Parlamento Europeo nelle liste del Partito Radicale, che poi ne sosterrà le battaglie giudiziarie. Il 17 settembre 1985 Tortora venne condannato a dieci anni  grazie alle accuse di altri pentiti, condanna  che poi scontò agli arresti domiciliari per via delle sue condizioni di salute. Dopo tre anni dall’inizio del suo calvario giudiziario,  il 15 settembre 1986, Enzo Tortora viene finalmente assolto con formula piena dalla Corte d’Appello di Napoli . Il presentatore tornò poi in televisione il 20 febbraio del 1987, quando ricominciò con il suo programma Portobello che però non ebbe molta fortuna. Tortora verrà poi assolto definitivamente dalla Corte di Cassazione il 17 giugno 1987 a  quattro anni esatti dal suo arresto.<br />
Nessun provvedimento disciplinare e nessuna indagine di approfondimento venne avviata a carico dei magistrati Lucio Di Pietro e Felice Di Persia, che si erano occupati del caso. Enzo Tortora morirà la mattina del 18 maggio 1988 per un tumore.</p>
<p>(fonti: Repubblica &#8211; Wikipedia)</p>
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		<title>Saviano come Mimì metallurgico: ferito nell&#8217;onore</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 23:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia si fa anche con le sentenze, questo ormai è un dato universalmente acquisito. E’ stato vero per la sentenza che ha obbligato Fininvest a corrispondere qualche centinaio di milioni al Gruppo Espresso per la vicenda Mondadori, e a quanto pare sarà vero pure per Roberto Saviano che ha chiesto al tribunale di risolvere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia si fa anche con le sentenze, questo ormai è un dato universalmente acquisito. E’ stato vero per la sentenza che ha obbligato Fininvest a corrispondere qualche centinaio di milioni al Gruppo Espresso per la vicenda Mondadori, e a quanto pare sarà vero pure per Roberto Saviano che ha chiesto al tribunale di risolvere la disputa storica su Benedetto Croce che si è sviluppata tra lui e il Corriere del Mezzogiorno.<span id="more-20817"></span></p>
<p><a href="http://www.themonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/million400.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-20819" style="margin-top: 6px; margin-bottom: 6px;" title="million400" src="http://www.themonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/million400.jpg" alt="" width="400" height="109" /></a><br />
La vicenda, arricchita anche dalla testimonianza della nipote di Benedetto Croce, Marta Herling, che ha smentito Saviano, è stata percepita dall’autore di Gomorra come una campagna denigratoria nei suoi confronti, al punto da indurlo a chiedere danni per 4,7 milioni di euro.<br />
Saviano infatti ha ritenuto che la serie di articoli pubblicati sulla vicenda abbia minato la sua reputazione e di conseguenza vuole essere risarcito.<br />
Il caso permette qualche considerazione che si spera non venga percepita come denigratoria. Sorprende che Saviano chieda una tale cifra perché è difficile immaginare che una vicenda del genere, tanto circoscritta, possa esser percepita dallo scrittore come una reale minaccia alla sua reputazione, invero saldissima nel Paese per meriti – a prescindere dai gradimenti – che non possono essere messi in discussione.<br />
Non conosciamo l’esatta evoluzione della vicenda e se a Saviano siano stati rivolti epiteti effettivamente sconvenienti, perché è ovvio che c’è differenza tra l’affermare che “Saviano ha torto” piuttosto che “mente”. Se qualcuno gli ha detto che mente, magari anche sapendo di mentire, allora la sua reazione per quanto spropositata è comprensibile, ma se invece gli è stato semplicemente detto che ha torto e che si è rifatto a fonti inaffidabili allora no, la richiesta di risarcimento non sarebbe solo assurda, ma anche assai ridicola.<br />
Colpisce inoltre che un grande giornale come la Repubblica, sempre attento a dare risalto alle parole e alle vicende che interessano Saviano, raccogliendone e rilanciandone le opinioni con il risalto che si concede, ad esempio, ai moniti del Capo dello Stato, oggi non riporti la notizia del nocumento che sarebbe stato  apportato alla reputazione di una delle sue firme più prestigiose, e del risarcimenti che questi chiede in ripristino del dànno di reputazione suppostamente subito.<br />
Forse alla Repubblica pensano che rilanciare la notizia crei maggior danno alla loro firma, o forse hanno ritenuto che l’iniziativa legale di Saviano non sia stata elegante. Questo non è dato di sapere.<br />
Intanto ciò che resta è che della notizia non c’è traccia (ancora) sulla home page di Repubblica.it, laddove invece si parla diffusamente della sua performance televisiva su La7 e del successo che ha riscosso.<br />
Altra notizia della quale si scrive in questi giorni su vari quotidiani, e che Saviano al momento non deve aver trovato denigratoria, riguarda una supposta lista civica nazionale affiancata al Pd e che nascerebbe proprio dall’iniziativa dello scrittore o che comunque si gioverebbe di una sua fondamentale partecipazione insieme a quella di numerosi altri intellettuali.<br />
Per la verità, di una discesa in campo di Saviano si è parlato molte volte in passato, e addirittura sono stati diffusi sondaggi sul gradimento dei cittadini nei confronti di un’ipotesi del genere, e nulla vieta di supporre che anche questa volta si tratti di nulla più che di una speculazione giornalistica. Speculazioni lecite, almeno fin quando Saviano non chiede qualche petrodollaro di risarcimento.</p>
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		<title>Serve correttezza e buon senso. Chiediamo troppo?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 22:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra davvero difficile credere che l’idea dell’indipendenza padana si trasformi in una commedia all’italiana, compreso il Sindaco di Roma costretto a ingurgitare polenta poco meno di due anni fa. Eppure è così e l’Italia è ridotta ad assistere alla fine ingloriosa di una classe politica indecente e impresentabile: ruberie che sono state spacciate per politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra davvero difficile credere che l’idea dell’indipendenza padana si trasformi in una commedia all’italiana, compreso il Sindaco di Roma costretto a ingurgitare polenta poco meno di due anni fa.<br />
Eppure è così e l’Italia è ridotta ad assistere alla fine ingloriosa di una classe politica indecente e impresentabile: ruberie che sono state spacciate per politica e con il sogno di cambiare l’Italia.<br />
In pochi anni siamo passati da slogan altisonanti come i 2 milioni di posti di lavoro, accompagnati da cataloghi di grandi opere e da puntate mirabolanti di Porta a Porta con plastici e progetti di new towns.<br />
Adesso siamo piombati nella realtà, quella dura, della crisi che non è solo economica ma di valori e di etica, cose che non si comprano al mercato e che neppure le lauree in Albania possono restituirci in pochi mesi.<br />
Eccoci qui alle prese con la spending review come se non bastasse ricominciare a governare con il buon senso e con la correttezza amministrativa.<br />
Chiediamo troppo?</p>
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		<title>Il topless della Canalis a Rimini</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elisabetta Canalis, sempre perseguitata dai paparazzi, è stata intercettata a Rimini in topless.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-20806" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="Schermata 2012-05-16 a 16.34.37" src="http://www.themonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/Schermata-2012-05-16-a-16.34.37-290x300.png" alt="" width="290" height="300" />Elisabetta Canalis, sempre perseguitata dai paparazzi, è stata intercettata a Rimini in topless.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I dinosauri della politica? Non sono ancora estinti</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il malore di Andreotti, con la sua mancata dipartita annunciata anche per qualche minuto da Wikipedia, ha disinnescato il circo della commemorazione col colpo in canna già da anni. I coccodrilli piegati a molla sugli starter della prefica giornalistica sono esplosi in una clamorosa falsa partenza: alcuni hanno fatto in tempo a riaversi ma altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Il malore di Andreotti, con la sua mancata dipartita annunciata anche per qualche minuto da Wikipedia, ha disinnescato il circo della commemorazione col colpo in canna già da anni. I coccodrilli piegati a molla sugli starter della prefica giornalistica sono esplosi in una clamorosa falsa partenza: alcuni hanno fatto in tempo a riaversi ma altri hanno fatto tutto il giro di campo, come i cavalli scossi che provano a vincere il Palio senza cavaliere.<span id="more-20793"></span></p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-20799" style="margin-top: 6px; margin-bottom: 6px;" title="jurassic400" src="http://www.themonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/jurassic400.jpg" alt="" width="400" height="128" /><br />
Ne è conseguita una grave perdita di leziose metafore che sono andate sprecate, è stato stappato il fiasco delle più sagaci citazioni andreottiane tra le quali tutti cercano quella che gli altri non conoscono: la caccia all&#8217;inedito. Ma poi Andreotti non è morto e per quelli è stato tutto subito da rifare.<br />
E&#8217; emerso dal fattaccio un aspetto molto triste del nostro Paese. Si è notato, e di seguito faremo altri esempi, come i dinosauri della politica nazionale siano rimasti come punti di riferimento retorico non aggiornati. La verità è che dalla caduta della cosiddetta Prima Repubblica sono mancati nuovi puntelli politici intorno ai quali arrampicare le trame degli scenari a lungo raggio. Il ventennio dell&#8217;outsider (!) e la stagione dei tecnici, comunque si vogliano valutare,  non hanno potuto colmare il deficit politico &#8220;puro&#8221; (e nel termine non c&#8217;è giudizio di valore) che si è aperto con l&#8217;uscita di scena della classe dirigente eliminata da Tangentopoli.</p>
<p>Con un veloce e approssimativo esperimento si scopre come tutti i nomi rilevanti dell&#8217;inner circle governativo degli anni &#8217;80 sono ancora disponibili nella prima schermata di ogni possibile relativa ricerca su Google News.<br />
Si cerca Pomicino, ed oltre all&#8217;esegesi del bollettino medico di Andreotti &#8220;Non è in pericolo di vita&#8221;, si legge di Giulio Sapelli, intellettuale e saggista, docente di storia economica all’Università Statale di Milano, che non trova esempio più efficace ed immediato, utile a criticare il Governo Monti, del confronto con quel superministro andreottiano del bilancio: &#8220;I tecnici? Era meglio Pomicino&#8221;.<br />
E si può notare anche un&#8217;altra cosa. Il Pomicino che commenta il bollettino medico di Andreotti, non è l&#8217;amico che accorso al capezzale del mentore, ma è il portavoce di corrente in congedo temporaneo che spicca un comunicato ufficiale che riassume la linea sul potenziale lutto mancato. Quasi un simbolo di un sistema di potere che sopravvive a sé stesso, denunciandosi perverso quasi a livelli diabolici, ma anche perfettissimo al punto da funzionare in assenza di interessi residui.</p>
<p style="text-align: left;">Ma ce n&#8217;è per tutti. Così anche per Gianni De Michelis, l&#8217;ex ministro degli esteri socialista &#8211; quello che agitava la chioma nelle discoteche romane &#8211; ci sono occorrenze immediate, la prima delle quali riferisce di una sua apparizione all&#8217;Hotel Duchi d&#8217;Aosta, a Trieste, per un incontro dedicato alla valutazione di una possibile lista &#8220;socialista autonoma e riformista&#8221; alle prossime elezioni politiche. Spettacolare.</p>
<p style="text-align: left;">E che dire della stagione dei delfini permanenti, dei leader di seconda fila che da anni attendono qualcosa che lontanamente somigli a un congresso e che possa aprire la via a una sucessione nel potere? Google News risponde alle voci Forlani e De Mita, utilizzati come primo esempio utile a definire il ruolo di Alfano e Maroni, delfini un po&#8217; passivi e un po&#8217; ribelli, che vorrebbero seguire le orme dei primi due, a loro tempo delfini di Fiorentino Sullo e Amintore Fanfani.<br />
Venti, trenta anni di salto nel passato per allestire un banale paragone: questo è il panorama.</p>
<p style="text-align: left;">Poi c&#8217;è Storace, che litiga con Alemanno perché questi accolga la Destra nella giunta capitolina attraverso la rappresentanza della figlia di Almirante, sol perché, appunto, figlia di Almirante. Qui il simbolo è addirittura sostanza: per cui il tempo non è passato invano, ma addirittura non è passato.<br />
Recentememte Bersani è tornato sulla cosiddetta &#8220;questione generazionale&#8221; rifiutandola come tale ma concedendo spazio ai giovani purché non in nome di un teorema. E ha ragione, perché non si può dar spazio ai giovani solo perché tali.<br />
Tutto si può dire, eccetto negare l&#8217;evidenza. Se il governo dei professori chiama, quale tecnico, ad attuare l&#8217;articolo 49 della costituzione proprio Giuliano Amato, allora non si può non estrarre un dato extrapolitico: il dinosauro non si è estinto, perché la meteora del rinnovamento ci ha solo sfiorato. Non sappiamo dire se sia un bene o un male.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>di Francesco Nardi</strong></p>
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		<title>Umberto, Renzo e Riccardo Bossi indagati per truffa allo Stato</title>
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		<title>Secondo Cecchi Paone nel Governo Berlusconi c&#8217;era un ministro gay molto importante. Lo ha detto a &#8220;Un giorno da pecora&#8221;. (A.N.M.)</title>
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