Tra lepidotteri e predicozzi vari

Pubblicato il 19 febbraio 2012 alle 18:31

 
di Giovanni Ingenito

Se ne sentiva proprio la necessità. Il popolo italiano non aspettava altro. I telespettatori hanno trepidato in attesa del predicozzo d’esordio e di quello di chiusura del Re degli Ignoranti. “Se nessuno si scandalizza per la visione del lepidottero raffigurato in prossimità delle zone intime di Belen, perché mai indignarsi del solito intervento castigatore dell’ex molleggiato?”. È questa la domanda prevalente sul web. La risposta? Che entrambe le cose sono fuori luogo nel tempio della musica italiana. Che le carni argentine sono state mostrate al pubblico per pochissimi istanti e che la cosa è stata ripresa ed amplificata dai media. Lo sproloquio di Celentano era certamente premeditato, forse come la nudità di Belen, ma ha imposto un intrattenimento semi-coatto agli spettatori per quasi due ore, costringendo amanti dell’evento musicale italiano per antonomasia a sorbirsi il molleggiato o a cambiare canale.
E il fatto che a mostrarsi annoiati e infastiditi siano stati i suoi colleghi cantanti appare emblematico di un modo condivisibile di intendere la musica come arte ed intrattenimento, relegando la critica sociale ai suoi adeguati palcoscenici, che non possono certo coincidere con il Teatro Ariston di Sanremo. I suoi contenuti? Le solite rancorose invettive contro quelli che individua come argomenti del momento da cavalcare per raccogliere le simpatie di quella parte di italiani che lo hanno eretto a simbolo ed esempio di una rinascita dei valori reali contro ogni forma di potere prevaricatore ed arrogante. Sembrerebbe, forse, giusto, ma non a Sanremo, non certo durante il Festival della Canzone Italiana.



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